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Violenza di genere, la posizione della Comunità

di Giovedì, 26 Settembre 2019
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Le situazioni che si presentano sono di varia tipologia e riguardano sia nuove richieste di aiuto spontanee che si presentano al nostro Sportello sociale – sportello Rosa. 

La Comunità Alto Garda e Ledro come tutte le Comunità del Trentino fa parte della “rete delle associazioni e delle istituzioni che agiscono contro la violenza sulle donne in Provincia di Trento”. Nello specifico il Servizio attività socio assistenziali della nostra Comunità ha costruito un Protocollo interno per l’accoglienza, la gestione e l’accompagnamento delle donne vittime di violenza.

Le situazioni che si presentano sono di varia tipologia e riguardano sia nuove richieste di aiuto spontanee che si presentano al nostro Sportello sociale – sportello Rosa (aperto giornalmente, in fasce orarie differenziate e con accesso diretto senza appuntamento per agevolare proprio l’accesso dei cittadini) sia situazioni che sono già seguite dall’assistente sociale oppure situazioni che vengono segnalate dalle forze dell’ordine, dal consultorio familiare, dal pronto soccorso e altre istituzioni che ne vengano a conoscenza.

Sul tema dello Sportello interviene l'assessora alle politiche sociali della Comunità Alto Garda e Ledro Patrizia Angeli: «Il servizio messo in campo dalla Comunità sta funzionando - ha spiegato - e rispetto alla manifestazione dei giorni scorsi contro la violenza sulle donne sono davvero contenta che il mondo maschile si stia muovendo, vuol dire che qualcosa sta cambiando sul fronte culturale. Rimango contraria a uno sportello "specifico" perché le donne non devono essere 'etichettate' ed esiste già lo sportello sociale che funziona a dovere, grazie anche alla sinergia con le forze dell'ordine. Il lavoro che si sta facendo in tal senso è egregio, come dimostrano i dati, ma siamo consapevoli che c'è sempre molto da fare, a cominciare dalla prima infanzia» ha osservato Angeli.

Lo Sportello si integra con altre iniziative e servizi che sono aperti 24 ore su 24 (Pronto Soccorso, Forze dell’Ordine, Centro Antiviolenza, Casa Rifugio, Casa della Giovane, Casa Punto d’Approdo, Casa Fiordaliso, Fondazione Famiglia Materna, Casa Padre Angelo, oltre al numero unico 112). L’assistente sociale del Servizio Socio assistenziale che viene a conoscenza delle violenze fisiche, psicologiche, economiche e/o sessuali subite e raccontate dalla donna opera nel rispetto della persona cercando di ascoltarla per metterla a suo agio e per favorire l’apertura al racconto della propria esperienza. L’ascolto attento e empatico del racconto aiuta la donna a sentirsi accolta e a sviluppare un rapporto di fiducia. Nello stesso tempo è di fondamentale importanza valutare insieme con la donna la pericolosità della situazione nella quale si trova in modo da concordare con lei un piano di sicurezza.
Alla donna si forniscono anche tutte le informazioni in merito alle diverse risorse da attivare e che possono offrire aiuto in forma di accoglienza residenziale, consulenza legale, psicologica e legale (Centro antiviolenza, consultorio familiare, ecc).

Gli assistenti sociali della Comunità Alto Garda e Ledro hanno sostenuto in questi ultimi 3 anni non meno di 42 situazioni di violenza di genere che interessano in particolare nella maggior parte dei casi famiglie con minori (35 nuclei familiari), 7 donne senza minori di cui 2 situazioni di donne anziane ultra 80enni.
Per sette di queste situazioni sulla base della valutazione di alto rischio è stato deciso l’inserimento in comunità di accoglienza residenziale sull’urgenza per tutelare sia le donne che i loro figli. Gli inserimenti sull’urgenza avvengono in tempi brevissimi anche entro la giornata presso le strutture disponibili della rete Antiviolenza in alcuni casi in collaborazione con le Forze dell’ordine. Di norma la scelta cade su strutture distanti dalla zona di residenza per evitare che il maltrattante si presenti nei luoghi frequentati dalla donna e dai figli. In alcune situazioni l’allontanamento del maltrattante avvenuto su disposizione dell’autorità giudiziaria ha evitato l’inserimento in struttura e il nucleo è stato sostenuto al domicilio.

Per le restanti situazioni, quasi nella totalità ancora in carico sono attivi interventi di aiuto di vario tipo sia a favore dei minori, sia di sostengo all’adulto e nella maggior parte dei casi con il supporto di interventi di tutela a favore delle vittime decretati dall’autorità giudiziaria (75%).
Per quanto riguarda la formazione degli operatori dal 2015 la Provincia Autonoma di Trento che esercita la competenza diretta sulla tematica ha chiesto ad ogni Comunità di individuare al suo interno personale assistente sociale da rendere esperto nella gestione delle situazioni specifiche. Per la Comunità Alto Garda e Ledro sono state nominate la dott.ssa Bonora Angela, referente dell’area minori e famiglie e la dott.ssa Scharf Andrea, coordinatore professionale dell’equipe sociale. Queste figure partecipano stabilmente agli incontri di coordinamento mensili e all’alta formazione proposta in modo continuo dalla Provincia stessa.

Nella nostra Provincia sono già molte le risorse attive e in rete. Il lavoro di rete si rende sempre più necessario e fondamentale per affrontare la violenza di genere e le conseguenze che questa ha sui minori (violenza assistita) e sulla società. Per la Comunità Alto Garda e Ledro dove già molte collaborazioni sono attive si valuta opportuno proseguire i coordinamenti già in essere e attivare Tavoli e ulteriori collaborazioni in tema di sensibilizzazione e promozione di iniziative su territorio locale rivolte alla popolazione e alle risorse sociali, educative, sanitarie, sportive ecc. Prossimamente la Comunità Alto Garda e Ledro ha intenzione di proporre una formazione congiunta con la rete di tutti gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado (con i quali sussiste già un Protocollo di collaborazione attivo) sul tema della violenza assistita, forma di violenza che colpisce le persone più fragili dei nuclei familiari, cioè i minori e gli adolescenti.

In foto, da sinistra: Andrea Scharf, Costanza Fedrigotti (Responsabile Servizio Attività Socio-Assistenziali), e l'assessora alle politiche sociali della Comunità Patrizia Angeli

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