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Marocche di Dro

di Mercoledì, 15 Febbraio 2012 - Ultima modifica: Mercoledì, 26 Luglio 2017
Biotopo Marocche di Dro

l biotopo delle Marocche di Dro testimonia la storia dei ghiacciai.

Le Marocche di Dro rappresentano un’importante testimonianza dell'azione dei ghiacciai sulla morfologia del territorio: i detriti accumulati a causa di una serie di frane avvenute in epoca glaciale, vanno infatti a costituire colline pietrose alte fino a 200-250 metri.

Flora e fauna sono condizionati da un ambiente di aspetto lunare, che presenta caratteristiche proprie delle zone aride, peculiarità per la quale le Marocche sono state incluse tra i biotopi provinciali. Tra la rara vegetazione, si trovano pochi animali, poiché il cibo nell'area scarseggia anche se non mancano rettili come ramarri e lucertole muraiole, mammiferi come volpi e scoiattoli o uccelli come le rondini montane. Lo sviluppo delle piante è influenzato dalle difficili condizioni ambientali, che ne fanno talvolta bonsai naturali, cioè un particolare accrescimento con tronchi e rami molto ridotti.

Tipologia di luogo
Collocazione geografica

Riferimenti:

di Mercoledì, 22 Febbraio 2012

Sorge su un’altura che domina e sovrasta con la sua mole imponente il piccolo abitato di Drena nella Valle di Cavedine. Ai piedi del castello si stende il suggestivo deserto delle Marocche, esito di un particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi.

Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della Provinciale, sono state rinvenute tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo. Sotto l'aspetto architetturale è giunto fino a noi nella forma più semplice e comune della fortificazione: un recinto murato con torre centrale. Nel XII secolo il castello, divenuto oggetto di furibonde contese che videro protagoniste le due famiglie contrapposte dei Sejano e gli Arco, fu oggetto di una vera e propria opera di fortificazione. L’elemento più importante della costruzione è il mastio centrale di pietre bugnate (costante spesso rilevabile in molte torri dei castelli trentini) la cui altezza raggiunge i 25 metri.

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