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Collegamento San Giovanni-Cretaccio, l'intervento del presidente Malfer

di Mercoledì, 22 Novembre 2017 - Ultima modifica: Giovedì, 23 Novembre 2017
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Il Presidente della Comunità Alto Garda e Ledro Mauro Malfer interviene nel dibattito sul collegamento viario San Giovanni-Cretaccio. 

Data di inizio pubblicazione 22/11/2017

In riferimento alle dichiarazioni dell'assessore Daldoss apparse sui quotidiani l'Adige e Corriere del Trentino domenica 19 novembre, relative ai collegamenti ferroviari visti, nell'Alto Garda, come alternativa a quelli viari appare necessario esprimere alcune considerazioni.

La prima: siamo fuori tempo massimo. L'Alto Garda attende la realizzazione di questo collegamento da oltre 30 anni e la PAT ha già iniziato lavori.

La seconda: il collegamento stradale Passo San Giovanni – Cretaccio è un'esigenza inderogabile e insostituibile per:

  • ridistribuire i flussi di traffico al centro del sistema della mobilità dell'Alto Garda; il nuovo collegamento non aumenterà sensibilmente i flussi ma li sposterà dove sono più facili da gestire con una distribuzione verso nord e verso sud a pettine;
  • garantire una maggiore vivibilità ai centro oggi attraversari da un flusso di traffico in aumento (Nago Torbole e Riva del Garda);
  • consentire la riqualificazione della fascia lago attraversata da flussi viabilistici insostenibili. Ora tutti i flussi provenienti dalla Vallagarina e dall'A22 diretti verso le sponde del Lago di Garda, nella Valle di Ledro, nel bresciano, a Tenno e nelle Giudicarie attraversano la fascia lago tra Torbole e Riva del Garda;
  • offrire tempi certi nei trasferimenti tra l'Alto Garda e l'asse Verona-Brennero considerando le esigenze turistiche ma anche quelle di un distretto industriale di grande rilievo. Ed entrambi i settori economici hanno bisogno di soluzioni di mobilità competitive pena la paralisi dei due sistemi.

Concordiamo invece con l'assessore Daldoss sulla necessità di un nuovo collegamento ferroviario ma questo non dovrà limitarsi ad estendere una linea a livello locale tra “Rovereto e Riva”.

Se dobbiamo veramente “anticipare il futuro” - questo è il motto degli incontro sul piano urbanistico provinciale promossi dall'assessore Daldoss - allora dobbiamo pensare ad un collegamento tra il “Garda e l'asse Verona-Brennero”, una prospettiva assai diversa.

La Comunità Alto Garda e Ledro ha redatto il Piano della Mobilità, condividendo le scelte con tutte le amministrazioni comunali e in accordo con il Servizio Opere stradali e Ferroviarie della PAT, confermando la realizzazione del collegamento stradale Passo San Giovanni-Cretaccio.

Ha previsto anche la realizzazione di una ferrovia con stazione e hub intermedio presso la zona industriale di Arco e un terminal passeggeri al posto del depuratore San Nicolò, collegato quindi con il porto di Riva del Garda, la rete di navigazione Navigarda, la ciclabile del Garda e la viabilità esistente.

Realizzare entrambe le opere non è solo possibile ma è necessario e le risorse per il collegamento Passo San Giovanni-Cretaccio già ci sono in quanto l'opera è in fase di appalto mentre per la ferrovia, intesa nella nuova accezione di collegamento internazionale, le risorse vanno ricercate anche in ambito nazionale ed europeo.

Per rispondere infine alla questione sollevata dall'assessore Daldoss relativamente al desiderio di non creare in Trentino aree di serie A e di serie B è necessario sottolineare che al turismo e all'imprenditoria non interessano i confini amministrativi ma ragionano in ottiche di sistema. A livello turistico il sistema del Garda che dialoga con il sistema Dolomiti e le città d'arte e cultura di Trento e Rovereto ma anche con molte altre piccole realtà distribuite su tutto il territorio provinciale.

Mauro Malfer – Presidente della Comunità Alto Garda e Ledro

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