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Avviato il “Piano di mitigazione e controllo della zanzara tigre 2017”

di Sabato, 22 Luglio 2017 - Ultima modifica: Mercoledì, 02 Agosto 2017
(Foto. U.Ferrarese)

La Comunità, tramite l'assessorato che fa capo a Michele Segalla, rispondendo alle esigenze manifestate dai suoi sette Comuni, ha avviato un piano finalizzato principalmente alla prevenzione e trattamenti antivirali. 

(Foto. U. Ferrarese) 

Da alcune settimane è partito il progetto “Piano di mitigazione e controllo della zanzara tigre – 2017”, coordinato dagli uffici della Comunità dell'Alto Garda e Ledro assieme alle sette municipalità dell'ambito e con la supervisione tecnico-scientifica della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

La Comunità, tramite l'assessorato che fa capo a Michele Segalla, rispondendo alle esigenze manifestate dai suoi sette Comuni, ha avviato un piano finalizzato principalmente alla prevenzione attraverso la conoscenza delle dinamiche del fenomeno di infestazione e attraverso i trattamenti antilarvali periodici delle tombinature pubbliche.

Le attività previste sono:
- Acquisizione di informazioni su estensione e intensità dell'infestazione nel territorio della Comunità con il controllo settimanale di una rete di oltre sessanta ovitrappole (disposte dalla zona industriale di Nago fino a Ledro e Pregasina come estremo meridionale, fino a Pietramurata come estremo settentrionale, interessando sia il fondovalle che i versanti e le località in quota) al fine di avere costantemente il polso della situazione e potere: segnalare tempestivamente zone critiche; avere dati aggiornati e rappresentativi, su punti di controllo georiferiti, in caso di richieste da parte dell'Azienda sanitaria, ad esempio a seguito di un caso di malattia trasmissibile dalla zanzara tigre; verificare l'efficacia e rendere mirata la programmazione dei trattamenti antilarvali.
- Coordinamento dell'attività di controllo e trattamento antilarvale su tutti 7 i Comuni della Comunità, grazie al personale messo a disposizione dal SOVA.

Il referente tecnico-scientifico incaricato per il progetto 2017 è la Fondazione Museo Civico di Rovereto, che dal 1997 si occupa di zanzara tigre, attiva da allora in Vallagarina e nel 2014 e 2015 anche sul territorio dell’Alto Garda e Ledro, sempre con progetti di prevenzione, attraverso attività di controllo, informazione e sensibilizzazione, volti alla mitigazione del fenomeno di infestazione.
Osservazione, segnalazione, prevenzione e intervento efficace sono alla base della campagna di contenimento della Zanzara Tigre della Comunità Alto garda e Ledro coordinata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Ad oggi, terza settimana di controllo, la situazione in Alto Garda e Ledro mostra un livello di infestazione crescente, sia in estensione che in intensità, rispetto alla situazione registrata ai primi di luglio. In tutti i Comuni si sono avute stazioni positive, compresa quella posizionata per la prima volta quest’anno presso il cimitero di Tiarno in Val di Ledro (al limite superiore dell’area monitorata). Con giovedì 6 luglio si è iniziato il primo ciclo di trattamento antilarvale con prodotto granulare biologico. Il ciclo, tuttora in corso e condotto dai due operatori messi a disposizione dal Servizio Occupazionale e di Valorizzazione Ambientale della PAT, ha interessato innanzitutto le zone risultate a maggior criticità nei Comuni di Arco, Nago Torbole, Riva del Garda e Dro, e sta proseguendo nei Comuni di Ledro, Tenno e Drena.

La Comunità Alto Garda e Ledro, quale realtà virtuosa già da tempo impegnata sul tema, è stata invita ad aderire al “Tavolo di coordinamento zanzara tigre e zanzare invasive” riunitosi per la prima volta il 27.04.2017 a San Michele all’Adige, assieme a istituzioni scientifiche quali MUSE, Fondazione Edmund Mach (FEM), Fondazione Museo Civico di Rovereto (FMCR) e al Dipartimento Salute della Provincia autonoma di Trento.

Il coordinamento è stato istituito al fine di avere una regia provinciale per definire e coordinare le migliori strategie di mitigazione e controllo della zanzara tigre e delle altre zanzare invasive su tutto il territorio provinciale, in considerazione delle implicazioni e ricadute sia sotto il profilo sociale e turistico (la difficile nonché sgradevole convivenza con tali artropodi nei periodi dell’anno in cui maggiormente si vorrebbe fruire degli spazi aperti) che di tipo sanitario (in quanto potenziali portatrici di svariati agenti patogeni).

Un primo risultato del coordinamento provinciale è stata l’elaborazione del pieghevole informativo “Zanzara tigre. Attività di controllo in Trentino”, disponibile in formato digitale e scaricabile anche dal sito della Comunità.
Il pieghevole riporta sinteticamente le informazioni necessarie per il riconoscimento della zanzara tigre (Aedes albopictus) e le “buone pratiche” che tutti i cittadini, e anche le istituzioni, sono invitati ad applicare per ridurne la diffusione:
- tenere pulite caditoie e griglie, coprirle con rete a maglia fine o inserirvi regolarmente un prodotto antilarvale;
- coprire con coperchio o rete a maglia fine tutti i tipi di contenitori nei quali può accumularsi acqua (bidoni, secchi, vasche, piccole piscine, ecc.);
- vuotare settimanalmente sul terreno, o capovolgere se inutilizzati, annaffiatoi, vasi, sottovasi;
- se non si può svuotare l’acqua di piccoli contenitori (come ad esempio vasi e sottovasi nei cimiteri) introdurre un prodotto antilarvale o ancora riempire il vaso con sabbia e usare fiori finti almeno nella stagione estiva;
- favorire la lotta integrata con predatori naturali: ad esempio introdurre pesci ornamentali nelle fontane e nelle vasche dei giardini purché queste non abbiano scarico libero in torrenti o fiumi;
- non abbandonare né accumulare all’esterno oggetti che potrebbero diventare piccole raccolte d’acqua stagnante (bottiglie, lattine, bicchieri, tappi, copertoni ecc.)., alla zanzara basta un tappo colmo d’acqua per riprodursi!

La relazione con il privato rimane un fattore di primaria importanza: gli sforzi dell’ente pubblico non sono sufficienti a ridurre l’infestazione sotto i livelli di sopportabilità. Si raccomanda dunque l’intervento - quanto più organico e sistematico - di singoli cittadini e comunità nelle aree di propria competenza. Ricordiamo che il controllo entomologico e l’azione di contenimento della diffusione sono basilari per mantenere l'intensità dell'infestazione a un livello di disturbo accettabile dai cittadini e tale da ridurre al minimo non solo la molestia ambientale ma anche i rischi sanitari. La zanzara tigre è infatti un insetto di interesse sanitario, vettore di importanti malattie, quali la febbre emorragica e alcuni tipi di encefaliti, e anche se in Italia il rischio è molto ridotto, non si può tuttavia escludere del tutto. Si sono già verificati negli anni passati casi di epidemie che si sono potute arginare grazie al tempestivo intervento delle strutture sanitarie debitamente informate del problema. Ridurre il più possibile la presenza della zanzara con comportamenti adeguati sia da parte del pubblico che del privato è quindi di fondamentale importanza, sia per limitare i fastidi che i rischi sanitari.

Le principali "buone pratiche" di prevenzione e controllo delle zanzare aliene in Trentino (progetto LEXEM coordinato dalla Fondazione Edmund Mach) sono state presentate anche nella seduta del 12 luglio 2017 del Consiglio delle Autonomie locali, che ha ribadito l’importanza e il ruolo dei Comuni nell’opera di controllo del territorio, grazie alla loro conoscenza dettagliata dei luoghi a rischio, e nel sensibilizzare i cittadini ad adottare tutti quegli accorgimenti che aiutano a diminuire il fenomeno.

Per ulteriori informazioni:
www.apss.tn.it
www.fmach.it
www.muse.it
http://newsletter.iss.it/zanzare/
www.muse.it
www.fondazionemcr.it

E le news su:
www.zanzara.fondazionemcr.it

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