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Punti di interesse

La sezione «punti d'interesse» contiene solo alcuni dei luoghi meritevoli di essere visti presenti sul territorio della Comunità Alto Garda e Ledro.

Il nostro territorio offre continui spunti e non è sicuramente possibile riportare tutte le cose che lo caratterizzano. Allo stesso tempo sarà piacevole per i nostri visitatori poter scoprire angoli nuovi non citati.

Immagine sezione punti di interesse

Punti di interesse

Non dimenticatevi, poi, di dare uno sguardo alla pagina riferita all'ospitalità dove potrete trovare riferimenti ad alcuni servizi offerti sul nostro territorio: alberghi, ristoranti, campeggi, strutture attraverso le quali poter trovare aiuto per la pratica di sport (canoa, vela, arrampicata, escursionismo, bike, ..), eventi e molto altro.

Arboreto di Arco

L'Arboreto di Arco è un lembo dell'antico Parco Arciducale, che fu creato dall'Arciduca Alberto d'Asburgo nei pressi della Villa Arciducale intorno al 1872. Negli anni ‘60 vennero realizzati i "paesaggi vegetali in miniatura", che richiamano gli ambienti di origine delle piante: oasi e vialetto di palme, boschetto di conifere, giungla di bambù, macchia mediterranea, piante utili subtropicali, piante asiatiche, limonaia, stagno, pendio delle ginestre. Con la ristrutturazione del 1993 l’Arboreto viene dotato di etichette e tavole informative in tre lingue, e diventa sezione staccata del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento.

L’Arboreto è ricco di maestosi e spettacolari monumenti vegetali ultrasecolari: i cipressi californiani e i lecci presso l'ingresso, la sequoia sempreverde, il Cipresso di Lawson, l'albero dei mammouth. Grazie al clima mite dell’Alto Garda, vi crescono oltre 150 specie di alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo, con prevalenza di piante mediterranee e subtropicali. Nell’Arboreto si svolgono importanti ricerche sul rapporto tra piante e clima.

L'Arboreto è un vero e proprio paradiso botanico per i numerosi visitatori, e in pochi anni è diventato un centro didattico conosciuto a livello internazionale. Viene visitato annualmente da migliaia di studenti, che seguono interessanti e divertenti programmi educativi.

Leggi le informazioni dettagliate: Info dal portale del Comune di Arco
Borgo Medioevale di Canale

Canale di Tenno è un agglomerato rurale di origine medievale (se ne ha notizia dal 1211) sopravvissuto quasi intatto nella sua struttura fino ai giorni nostri. Il borgo si fa apprezzare per la caratteristica architettura fatta di “volti” a botte, sottopassi, vicoletti, ballatoi affumicati dal tempo.

Nelle vicinanze, molto belli da vedere sono i terrazzamenti agricoli, che conferiscono all’ambiente armonia e vivacità. Particolarmente interessanti sono quello sostenuto da alti muri in località Mattoni vicino al lago di Tenno e quello che congiunge Tenno a località Fontanelle. Da ricordare, infine, il Monte San Pietro nella parte alta del comune, a pochi km da Canale. Siamo a 976 m e si respira un’atmosfera di pace e tranquillità, complice lo straordinario panorama sulla Valle del Sarca e un ampio tratto del lago di Garda.

Leggi le informazioni dettagliate: http://borghipiubelliditalia.it/project/canale-di-tenno/
Castel Drena

Sorge su un’altura che domina e sovrasta con la sua mole imponente il piccolo abitato di Drena nella Valle di Cavedine. Ai piedi del castello si stende il suggestivo deserto delle Marocche, esito di un particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi.

Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della Provinciale, sono state rinvenute tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo. Sotto l'aspetto architetturale è giunto fino a noi nella forma più semplice e comune della fortificazione: un recinto murato con torre centrale. Nel XII secolo il castello, divenuto oggetto di furibonde contese che videro protagoniste le due famiglie contrapposte dei Sejano e gli Arco, fu oggetto di una vera e propria opera di fortificazione. L’elemento più importante della costruzione è il mastio centrale di pietre bugnate (costante spesso rilevabile in molte torri dei castelli trentini) la cui altezza raggiunge i 25 metri.

Leggi le informazioni dettagliate: dal portale del Comune di Drena
Castello di Arco

Nel paesaggio di Arco, ora disteso, ora arroccato, unico nella sua variegata complessità, entra, quasi prepotentemente, la rupe con il Castello.

Qualsiasi orizzonte prospettico si voglia inquadrare ecco che la torre merlata (o la torre sommitale) attirano il nostro sguardo come una calamita. A quello che resta dell'antico maniero dei conti d'Arco va quindi d'obbligo il posto d'onore nell'illustrazione dei tanti monumenti di interesse storico ed artistico che Arco offre ai suoi abitanti e a chi la visita. Scriveva il notaio Ambrogio Franco (vissuto nel Seicento ad Arco) che ai tempi di Tiberio e Druso, i Romani avevano stabilito nel Trentino, in rapporto al diffondersi del brigantaggio, fortilizi un po' ovunque, soprattutto sui monti e nelle chiuse delle valli.

Leggi le informazioni dettagliate: dal portale del Comune di Arco
Castello di Tenno

Sorto su fondamenta romane, conobbe Longobardi e Franchi, Guelfi e Ghibellini, servitù feudali e libertà comunali, principi vescovi di Trento, Veneti e Viscontei, giorni di sventura e di vittoria ed il tramonto degli imperi. Sorge come bene di tutti ma con il passare del tempo, seguendo costumi diffusi, si privatizza e giunge nelle mani dei conti feudali di Appiano e di Ultimo; quindi diviene proprietà del vescovo Vanga (1210); Viene poi posto in luce da arditi condottieri di ventura del 1400, tra essi il Gattamelata, il Piccinino e lo Sforza, che stupirono per le loro gesta e portarono nell'Alto Garda e a Tenno un soffio di vita rinascimentale; nel 1700 quando, nell'ambito della guerra franco-ispana, viene messo a ferro ed a fuoco e seriamente danneggiato. In seguito, nel 1807, viene messo all'asta dal governo bavarese e comperato dalla famiglia Brunati che, in seguito, provvide al restauro (1851).

Nel 1920 dopo un millenio di storia la vecchi torre (altezza 48mt), lesionata dagli eventi bellici, crolla.

Attualmente il castello è proprietà privata e pertanto non è visitabile.

Da vedere nelle immediate vicinanze: il Borgo di Frapporta, la chiesetta di San Lorenzo, il Borgo di Canale e molto altro.. Maggiori informazioni sono reperibili anche sulle pagine del Comune di Tenno (vedi collegamento diretto in fondo alla pagina)

Castel Pénede

Antiche mura, guardiani immobili e silenziose dei monti circostanti, sovrastano la Valletta di Santa Lucia e l'omonima strada che collega Nago a Torbole: sono i resti di Castel Penede. Il castello, per cinque secoli (dal Basso Medioevo agli inizi del 1700) fu simbolo di potere e importante baluardo difensivo della regione. Si trovano informazioni in un documento datato 11 settembre 1210 all'interno di un trattato di pace che metteva fine ad un decennale periodo di tensione fra due entità politiche e terriere importanti all'epoca: il Principe Vescovo di Trento Fedrico Vanga ed i conti Odorico e Federico d'Arco.

Successivamente (XIII° secolo) il castello divenne teatro di battaglie cruenti per assicurarsene il dominio: prima venne espugnato e conquistato dai guelfi bresciano-lagarini, poi fu preso dal Principe Vescovo che lo riconsegnò ai d'Arco e infine nel 1272 fu assegnato da Mainardo del Tirolo ad un'altra potente famiglia locale, i Castelbarco. Costoro ne conservarono il possesso fino al 1340 quando vendettero il castello nuovamente al Principe Vescovo nelle cui mani rimase solo otto anni. Infine, nel 1509, Castel Penede passò definitivamente sotto il controllo dei conti di Tirolo che la ressero direttamente o per mezzo dei conti d'Arco sino alla sua distruzione avvenuta nel 1703 ad opera delle truppe franco-spagnole al comando del duca di Vendôme.

Forte Garda

L'escursione sul Monte Brione parte da Riva del Garda ed è un occasione per conoscere le bellezze naturalistiche della zona settentrionale del lago e allo stesso tempo scoprire le opere fortificate e le numerose postazioni belliche disseminate lungo tutto il rilievo.

Un itinerario che si snoda poco sopra il lago di Garda, sul monte Brione, ad una quota massima di 376 m permette, partendo da un comodo parcheggio vicino al Porto San Nicolò di passare dal Forte omonimo (costruito nel 1860) per salire attraverso un sentiero che fa parte del Sentiero della Pace, verso le fortificazioni. Il ripido sentiero di cresta a strapiombo sul lago e attrezzato con scalini in legno e cordini protettivi ci porta al Forte Garda (costruito fra il 1907 ed il 1909) da dove è possibile godere di un panorama incantevole. Attraverso una vegetazione rigogliosa, il sentiero porta fino al Forte Batteria di Mezzo (366m): in questo tratto sarà ancora possibile ammirare il paesaggio sottostante con il lago, le foci del Sarca e, infine, la cittadina di Arco.

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Torrione costruito nel 1508 dai veneziani per la difesa e la conservazione del territorio della città di Riva del Garda e dei suoi abitanti. Fabbricato a sé stante e in posizione eccentrica rispetto all'abitato, costituisce un'eccezione nella produzione architettonica militare del tempo: indipendente da altre strutture fortificatorie, entrava ad integrare il sistema difensivo della città, formato da Rocca, Palada, Torre Apponale e mura antiche.

Leggi le informazioni dettagliate: dal portale del Comune di Riva del Garda
Laghel

Làghel è soprattutto un interessante fenomeno carsico. Al centro della valletta, con piogge abbondanti e ravvicinate, si forma un piccolo lago che poi scompare. Le acque stagnanti sono assorbite da un inghiottitoio e vanno ad alimentare una sorgente sottostante.

Si può raggiungere percorrendo da Arco via Fossa Grande, o via Stranfora, in direzione del Parco Arciducale, di Villa Palma e Villa Rosa. Un itinerario di media difficoltà, breve, ma con una salita, che conduce nella splendida valle di Làghel a nord dell'abitato di Arco, fuori dai circuiti trafficati. Laghel è caratterizzata da un paesaggio mediterraneo, grazie al suo microclima che consente lo sviluppo di olivaie, viti, pino nero e lecci. Ci si immerge nell'olivaia ed a piedi si percorre la salita con i capitelli della Via Crucis fino al Santuario.

Nei pressi della Chiesa parte anche il comodo sentiero per il Monte Collodri.

Lago di Garda

Il lago di Garda, o Benàco è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km².

Cerniera fra tre regioni, Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di Verona) e Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), è posto in parallelo all'Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. A settentrione si presenta stretto a imbuto mentre a meridione si allarga, circondato da colline moreniche che rendono più dolce il paesaggio.

Il lago è un'importante meta turistica ed è visitato ogni anno da milioni di persone.

Leggi le informazioni dettagliate: http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Garda
Lago di Ledro

Tra foreste e pascoli si trova il Lago di Ledro: è situato a 650 m d’altitudine e presenta acque limpide in cui tuffarsi nelle calde giornate estive oppure dove praticare la pesca, la vela e altri sport acquatici.

Nasce da uno sbarramento morenico. La posizione in cui si trova la valle di Ledro, tra il clima mediterraneo del Garda e quello già alpino del lago d'Idro, rende la flora molto varia, spaziando dal leccio alla stella alpina e al nocciolo, dal pino silvestre all’abete bianco e, nel sottobosco, felci, frutti di bosco e funghi. Grazie alle sue acque balneabili, non troppo agitate dal vento, il Lago di Ledro è ideale per praticare differenti sport acquatici tra cui la canoa, il windsurf, la vela, il nuoto e la pesca.

Gli amanti della pesca trovano un ambiente adatto, ricco di fauna ittica. Tra i pesci comunemente pescati nel lago troviamo la trota, il persico, l'alborella, il coregone, la tinca, il luccio e qualche anguilla. Per pescare nel lago è necessario avere un permesso dietro presentazione della licenza governativa di pesca.

La storia del lago è antichissima tanto che nel 1929 l’abbassamento delle sue acque ha mostrato i resti di un villaggio palafitticolo dell'età del bronzo ora diventato Patrimonio dell’Unesco.

Leggi le informazioni dettagliate: VisitTrentino
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Il lago di Tenno è situato a pochi passi dal borgo medievale di Canale di Tenno. Il bacino è di origine unica e si è formato in seguito alla frana del dosso di Ville del Monte che ha bloccato il corso del suo immissario. Il lago ha una superficie di circa 0,25 km², è il sesto lago per estensione del Trentino.

Il periodo di nascita del lago si fa risalire attorno all'anno 1100. Precedentemente nella zona dove ora si trova il lago si trovava la confluenza di due valli (la valle di Ballino e quella dell'alto corso del Magnone). Il letto del Rì Sec si trovava all'incirca 220 metri più in basso rispetto all'attuale superficie del lago e sotto l'attuale promontorio delle Ville del Monte si trovava la confluenza tra il Rì Sec e il Magnone. Una frana di proporzioni colossali staccatasi con molta probabilità dal monte Misone ha riempito la zona formando una conca e sbarrando il corso del torrente Rì Sec, nei primi anni seguiti alla frana l'acqua riempì completamente la conca ma successivamente la pressione fece sì che si aprisse un tunnel nel dosso di Ville Del Monte facendo calare il lago fino al livello attuale verso il 1400.

Ledro - LandArt

Percorso botanico artistico nel territorio naturale dalla località Pur a Malga Cita.

Ledro Land Art è un percorso di arte nel verde avviato nel 2012 dal Comune di Ledro per valorizzare il paesaggio e promuovere la riflessione su pratiche artistiche e territorio naturale.

Nella pineta di Pur, cuore della Valle di Ledro, la creatività artistica si fa complice della natura attraverso il lavoro di reinterpretazione degli spazi e interazione con gli elementi presenti, proposto dagli artisti invitati a partecipare al progetto. Lungo il suggestivo sentiero che costeggiando il torrente Assat conduce a Malga Cita, il paesaggio si fa custode e interlocutore degli interventi site-specific che ogni anno vengono realizzati sul posto durante la stagione estiva.

Il centro del progetto, il contesto che l’accoglie e l’oggetto della riflessione da parte degli artisti coinvolti è  il territorio, richiamato attraverso il termine Land Art, usato come contenitore in divenire di pratiche anche molto distanti da quelle legate alla corrente storica. Le caratteristiche dell’ambiente in cui si sviluppano i nuovi processi d’interazione con il luogo danno luogo al ciclico rinnovarsi degli eventi espositivi e performativi, innescando un processo di riflessione, di operatività, di collaborazione e di innovazione che muove dalla relazione tra uomo e natura e dalla riscoperta del paesaggio e dei suoi legami con la storia e le tradizioni del territorio.

Data la natura spesso transitoria delle opere, parte integrante di Ledro Land Art è la documentazione audio-video del processo di realizzazione che compone nel tempo un archivio digitale in divenire visitabile sul sito alla sezione artisti.

Leggi le informazioni dettagliate: dal portale del Comune di Ledro
Marmitte dei Giganti (Nago)

Il fenomeno postglaciale delle Marmitte dei giganti è uno dei più interessanti fenomeni naturali del Trentino ed è così descritto da Aldo Gorfer nelle sue Valli del Trentino: «Celebre particolarità di Nago sono i pozzi glaciali ("Marmitte dei giganti") che si accompagnano a una didattica serie di altri monumenti glaciali (salto glaciale, rocce montonate, striate, lisciate ecc.). Un gruppo di pozzi glaciali è visitabile sotto il paese presso la strada statale e con partenza dalla stessa. Altro gruppo lungo la strada della Maza, a un chilometro circa da Nago. Alcune di esse furono illustrate da Antonio Stoppani (e poi studiate da G.B. Trener, 1899): "Da dodici a quattordici, parecchie delle quali colossali e veramente stupende, si scoprirono sullo sperone del monte che sorge tra la Sarca e il forte di Nago... »

Biotopo Marocche di Dro

l biotopo delle Marocche di Dro testimonia la storia dei ghiacciai.

Le Marocche di Dro rappresentano un’importante testimonianza dell'azione dei ghiacciai sulla morfologia del territorio: i detriti accumulati a causa di una serie di frane avvenute in epoca glaciale, vanno infatti a costituire colline pietrose alte fino a 200-250 metri.

Flora e fauna sono condizionati da un ambiente di aspetto lunare, che presenta caratteristiche proprie delle zone aride, peculiarità per la quale le Marocche sono state incluse tra i biotopi provinciali. Tra la rara vegetazione, si trovano pochi animali, poiché il cibo nell'area scarseggia anche se non mancano rettili come ramarri e lucertole muraiole, mammiferi come volpi e scoiattoli o uccelli come le rondini montane. Lo sviluppo delle piante è influenzato dalle difficili condizioni ambientali, che ne fanno talvolta bonsai naturali, cioè un particolare accrescimento con tronchi e rami molto ridotti.

Leggi le informazioni dettagliate: Informazioni dal portale del Comune di Dro
Sede di Riva del Garda: La Rocca

Il MAG Museo Alto Garda comprende il Museo di Riva del Garda, affacciato sulle acque del lago, e la Galleria Civica G. Segantini di Arco, sita alle pendici del castello che domina la valle del Sarca.

Nelle due sedi del MAG, storia, archeologia, paesaggio, arte e contemporaneità dialogano in un reciproco confronto il cui esito è il prodotto di una ricerca che guarda al proprio patrimonio per interpretare il presente e il futuro.

Leggi le informazioni dettagliate: Portale del MAG
Molina di Ledro, zona archeologica

Per poter rendere pubblica una sezione dei reperti provenienti dalla zona archeologica, negli anni '70, nasce il Museo delle Palafitte. Oggi, questa sezione tematica del Museo delle Scienze, espone oggetti di vita quotidiana di 4000 anni fa sullo sfondo dei resti dell’antico villaggio palafitticolo, in modo da rendere comprensibile la vita durante l’Età del Bronzo.

In anni recenti il Museo ha sviluppato una grande attitudine al dialogo con i visitatori, proponendo in luoghi attrezzati attività didattiche di grande successo, con laboratori di archeologia imitativa per le scuole e un programma di animazione estiva.

Leggi le informazioni dettagliate: http://www.palafitteledro.it/
Rilke Promenade - Arco

Seguendo la suggestione dei versi giovanili di Rainer Maria Rilke, la passeggiata nasce come invito a riscoprire angoli nascosti nel paesaggio altogardesano ed a recuperare le vedute così care agli ospiti del Kurort; nei numerosi testi del poeta praghese troviamo infatti, cristallizzata in una sorta di sfera senza tempo, la natura di quest’isola climatica mediterranea al limitare delle Alpi che ha caratterizzato l’essenza di Arco come luogo di villeggiatura.

L’itinerario propone undici punti di osservazione, cui sono stati riferiti brani di lettere o liriche che Rilke scrisse durante i suoi soggiorni arcensi, a fine Ottocento; a fianco dei testi dell’autore, poi, vengono riproposti anche alcuni brani tratti dalle guide turistiche dell’epoca (in particolare quelle di Emilio Vambianchi e Max Kuntze), che Rilke stesso dimostra di conoscere e che gli ospiti del Kurort solevano consultare per trarne indicazioni per le passeggiate (le Promenade, appunto) nei dintorni di Arco. Questi itinerari, seguiti nel diciannovesimo secolo, riescono a regalare ancor'oggi suggerimenti di grande interesse, ma soprattutto riescono ancora a regalare delle emozioni vive e dirette all'osservatore.

I luoghi consigliati per questa passeggiata possono essere visitati in una o più giornate, anche uno per volta, non necessariamente tutti in insieme, non necessariamente uno di seguito all’altro: l’importante è ripercorrerli gustando il tempo dedicato al passeggiare nella natura, lungo sentieri e strade secondarie, spesso dimenticate.

Il fascino della Promenade è proprio questo: respirare l'atmosfera ottocentesca di Arco e rivedere anche i panorami più consueti attraverso le immagini evocative e la liricità dei versi di Rilke, con occhi antichi e pur sempre nuovi.

Leggi le informazioni dettagliate: dal portale del Comune di Arco
Sentiero del Ponale

Il sentiero del Ponale collega Riva del Garda alla valle di Ledro. Scavata nella roccia nella seconda metà del 1800, la strada è stata dismessa dopo la realizzazione della nuova galleria vent’anni fa e, dal 2004 è stata trasformata in sentiero, dove è permesso transitare anche con le biciclette. Per le sue caratteristiche ambientali e storiche è uno dei più belli e conosciuti sentieri europei.


Si parte dal centro di Riva del Garda e, seguendo la costa dopo essere passati davanti alla storica centrale idroelettrica, dopo meno di un km, seguendo il segnavia D01 in direzione Ledro si abbandona l’asfalto e ci si trova già in mezzo al bellissimo percorso panoramico del Ponale, che si aggrappa alle pareti di roccia, a tratti perforandole con piccole gallerie. Dopo due km di leggera salita, la strada curva verso destra, sopra la baia dello sbocco della Valle di Ledro. Qui si separa il percorso per le mountain bike e quello a piedi. Attraversato un ponte un segnavia indica una scalinata che conduce verso una strada forestale: si entra nella Val di Ledro e, dopo un breve pezzo su asfalto, il percorso a piedi si riunisce a quello ciclabile. Si entra nel centro di Prè di Ledro ed inizia la salita che ci potra prima a Molina e poi al bellissimo Lago di Ledro, dove il museo delle Palafitte espone i reperti archeologici del noto insediamento preistorico.

Leggi le informazioni dettagliate: http://www.ponale.eu/
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Galeas per montes..

La strada è antichissima, un tempo era l'unico viottolo per raggiungere il valico. Da questa stradella erano discese le galee veneziane nella famosa impresa compiuta dalla Serenissima.

L'uliveto è certamente uno dei più antichi e venerabili insediamenti gardesani. Il sito è un miracolo della natura, che è stato conservato integro attraverso i secoli e fino ai giorni nostri. Interessante da osservare è l'arte del terrazzamento, della fratta e del muro a secco messa in atto dai nostri antenati per ottenere brevi strisce di terra dalle quali ricavare modesti prodotti agricoli. 

Itinerario:

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Valletta S.Lucia - Nago-Torbole

Leggi le informazioni dettagliate: Dalla pagina del sito ufficiale del Comune di Nago-Torbole