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I Comuni della nostra Comunità sono sette: Arco, Drena, Dro, Ledro, Nago-Torbole, Riva del Garda, Tenno.

Nelle pagine collegate il visitatore potrà accedere ad una scheda per ognuno dei Comuni nella quale vengono riassunti dati ed informazioni generali nonché il link per l'accesso diretto al portale ufficiale del Comune.

Il Comune di Arco è si trova ai margini settentrionali della piana dell'Alto Garda a 92 metri sul livello del mare.
È centro storico e culturale di grande interesse e propone una consolidata tradizione di ospitalità e di turismo.
Una cinta muraria racchiude l'antico borgo medioevale; all'interno dello stesso è opportuno ricordare la presenza di uno dei più esemplari monumenti rinascimentali del Trentino: la Collegiata di Santa Maria Assunta (di scuola palladiana iniziata nel 1613) e, attigua, la fontana del Mosé in stile barocco; sulla piazza si affacciano i palazzi già dei Conti d'Arco, l'attuale Municipio e palazzo Giuliani; sul lato sinistro troviamo la piazza Marchetti con l'omonimo palazzo (secolo XVI); infine tutta la città vecchia è caratterizzata da un continuo svolgersi di portali in pietra lavorata, piazza pavimentate in porfido, fontane e popolareschi lavatoi. Non va dimenticato il Castello costruito intorno al XII secolo, costruito in posizione dominante.
Oltre che per la mitezza del suo clima e per la lussureggiante vegetazione mediterranea Arco è famosa nel mondo soprattutto per la sua fama di clinica naturale.
Località ricca di storia e cultura, mescola a queste un ambiente ecologico particolare e pennellate di un romanticismo che altrove sembra tramontato. I suoi parchi e giardini con le eleganti ville stile liberty e i palazzi rinascimentali si mescolano con la vigorosa cucina trentina e i suoi vini, mix ideale per chi ama lo svago e il relax.
Diverse le ipotesi sul nome di Arco, forse derivante dal latino "arx" (=rocca) o "arcus" (=cerchia) o dal gotico "arch" (=fortezza). La zona fu sicuramente abitata fin dall'epoca della scoperta dei metalli. La Rocca di Arco fu probabilmente voluta da Teodorico. Nel XII° secolo la cittadina fu occupata da Signori bavaresi che ottennero dal vescovo di Trento Altemanno l'investitura sul feudo di Arco col titolo di conti. Arco subì le varie dominazioni degli Scaligeri, dei Visconti e di Venezia, per passare al principe di Tirolo e agli Asburgo. Alla fine della prima guerra mondiale fu assegnata al Regno d'Italia. Tra gli altri, ha dato i natali al pittore Giovanni Segantini.
La località turistica è favorita da un clima particolarmente mite anche nelle stagioni intermedie ed invernali.
Oltre alle escursioni da anni si pratica, sulle palestre di roccia, il free climbing.
Nei dintorni la zona di "Laghel" è caratterizzata da fenomeni carsici e dalla presenza di Marmitte dei Giganti.
Il Comune di Drena situato a 398 metri s.l.m. è una località ricca di vestigia storiche e di proposte turistiche.
È stato punto di passaggio tra la Valle di Cavedine e quella del Sarca: alcuni reperti che testimoniano il passaggio risalgono all'età del bronzo; esiste, inoltre, quella che viene ancora chiamata "strada romana" che dalla sponda gardesana portava nella valle di Cavedine. I primi documenti storici (millequattrocento) testimoniano l'esistenza di una comunità dotata di statuti propri dominata dal castello appartenente inizialmente ai Sejano e poi ai Conti d'Arco. Durante l'epoca fascista il Comune perde la propria autonomia che verrà riconquistata al termine del secondo conflitto mondiale.
Escursioni consigliate portano sui prati di Malga Campo e nei grandi boschi di castagne ("maroneri"): le castagne sono una delle peculiarità gastronomiche di Drena.
Di matrice preistorica fu luogo di colonizzazione romana sulla strada che dalle sponde gardesane portava alla Valle di Cavedine (tutt'ora detta "strada romana").
La regione geografica di Drena coincide con il bacino del torrente Salagóne, affluente di sinistra del Sarca: all'estremo margine si colloca il grande scoscendimento naturale delle "marocche". Uno stretto vincolo ha legato, nei secoli, le sorti di Drena al castello.
Il Comune di Dro è situato a 123 metri s.l.m. per la propria positura geografica appare storicamente interessante perché costituisce l'anello viario tra l'Alto Garda e la Valle di Cavedine nonché la cosidetta Valle dei Laghi verso Trento: esistono infatti testimonianze storiche come la vecchia chiesa sconsacrata dei S.S. Sisinio, Martirio e Alessandro, la chiesa barocca di S. Antonio, il ponte romano di Ceniga (ricostruito nel 1719) e la Torre Guaita di Pietramurata (si eleva su un grande masso fra le case ed era stata costruita a difesa di un passaggio); gli edifici di Dro conservano eleganti portali in pietra, strutture medievali e architettura rurale altogardesana.
È una località al centro di importanti proposte naturalistiche: le pareti rocciose presentano palestre per il free climbing; nei dintorni e sui monti circostanti sono proposte interessanti escursioni e passeggiate.
La zona è fiorente e rinomata per la produzione di susine (prugna di Dro) e del "Vino Santo".
Con Ceniga formava l'antica Magnifica Comunità dotata di Statuti propri. Gli edifici riecheggiano strutture medioevali e richiamano tipologie architettoniche rurali dell'Alto Garda.
Negli immediati dintorni (a nord) un'estesa zona è interessata dal fenomeno delle marocche che rappresentano il più grande scoscendimento dell'arco alpino con enormi cumuli di frana caduti dai monti soprastanti: i cumuli di sassi, di dimensioni anche molto rilevanti, danno vita ad un paesaggio unico e di grande interesse geomorfologico ed ambientale.
Il Comune di Ledro nasce per scelta dei cittadini elettori che il giorno 30 novembre 2008 hanno espresso parere positivo alla fusione dei sei municipi di Bezzecca, Concei, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto.
Il nuovo Comune di Ledro occupa la terza posizione fra i Comuni della Comunità per popolazione residente ed il primo posto per estensione territoriale.

L'ex Comune di Bezzecca è situato a 697 metri s.l.m. ed è ubicato nel punto più ampio della Valle di Ledro, allo sbocco della valle di Concei. Il torrente Assat di Concei scorre dividendo il paese in due rioni: "Lutta" sulla sinistra e "Villa" sulla destra. Il paese ha subito gravi danni durante la prima guerra mondiale e la ricostruzione ha mutato molte caratteristiche delle antiche tipologie edilizie. Nei dintorni, sulla vetta del "Dos del Cerì" sorge la grande croce in marmo bianco collocata nel 1896 a ricordo dei caduti garibaldini ed austriaci e, nei pressi, si aprono grandi gallerie, trincee e camminamenti che risalgono alla prima guerra mondiale. La "Val dei Molini" è paesaggisticamente interessante per i caratteristici vecchi fienili.
L'ex Comune di Concei è situato a 759 metri s.l.m. Tutta la Valle di Concei deve il nome al fatto che anticamente era praticato il commercio di pelli conciate. La Valle di Concei si divide nelle tre frazioni di Locca (759 m.s.l.m.: il paese era originariamente costituito da un gruppo di case disposte ad arco; nella ricostruzione del dopoguerra il paese ha assunto un assetto diverso mantenendo, comunque, antiche tipologie: portalini di granito, ballatoi nel sotto gronda), Enguiso (759 m.s.l.m.: qui ha sede il Municipio di Concei. Il piccolo centro si è sviluppato fuori delle stradicciole di percorrenza, appoggiato alla zona agricola nord-orientale. I tetti, prima della guerra mondiale, erano coperti di paglia: la ricostruzione portò ad abbandonare antiche tipologie anche se caratteristiche peculiari sono rimaste) e Lenzumo (787 m.s.l.m.: durante la guerra 1915-18 il paese fu completamente distrutto fatta eccezione per una casa e la chiesa, in conseguenza di un incendio provocato dagli austriaci il 4 novembre 1915. A nord del paese si possono osservare fienili tradizionali).
L'ex Comune di Molina di Ledro è situato nelle immediate vicinanze del lago di Ledro a 638 metri s.l.m. lungo il corso del Ponale. Di particolare interesse è la zona archeologica ed il villaggio su palafitte (museo). La frazione di Legos è in alto, in una zona pianeggiante. Biacesa, situata a 415 metri s.l.m. è il primo paese della Valle di Ledro venendo dall'Alto Garda e presenta case, in gran parte, ricostruite dopo la prima guerra mondiale: a Biacesa inizia la vecchia ed impervia strada che collegava la Valle di Ledro con il Ponale ed il Garda; l'antico fervore economico è testimoniato dai resti di ferriere, della cartiera e della centrale elettrica. A Pré (481 metri s.l.m. situato poco sopra Biacesa) le case sono massicce, nella tradizione ledrense: l'abitato riceve l'ultimo raggio di sole l'11 novembre per poi ricomparire il giorno di Sant'Agata (5 febbraio). Barcesino è un piccolo nucleo di case poco distante da Molina (620 metri s.l.m.): vi si trova il Santuario della Madonna Addolorata (anticamente "Madonna delle Ferle" per le numerose stampelle ex-voto).
L'ex Comune di Pieve di Ledro situato a 659 metri s.l.m., anticamente, era la sede della "pieve", cioè della chiesa e della curazia della Valle. Le più antiche notizie della parrocchiale dell'Annunciazione risalgono al 1235. Il centro è stato in gran parte ricostruito dopo la prima guerra mondiale. Mezzolago era sede pretorile e vi era la dimora dei conti Ugoli e delle nobili famiglie Formenti e Toccoli.
L'ex Comune di Tiarno di Sopra si sviluppa sul culmine dello spartiacque tra la Valle di Ledro e Storo (747 metri s.l.m.) ed è attraversato dal Rio delle Sacche. Nel 1733 fu completamente incediato e fu gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale. Nei dintorni (ad ovest) si trova la "Val d'Ampola" disseminata di fienili e calchere; nella zona pianeggiante si trova un laghetto riconosciuto come biotopo per il suo valore naturalistico. A poco più di 12 chilometri dal laghetto (S.P. 127) si può raggiungere "Tremalzo" (1600 metri s.l.m.), stazione di sport invernali con piste ed impianti di risalita.
L'ex Comune di Tiarno di Sotto (728 metri s.l.m.) è situato allo sbocco della Valle del Massangla ed offre numerosi resti e ricordi di età passate. Era un importante centro di produzione di "broccame" e di cappelli di feltro. Nei dintorni molto particolare è la cascata di "Gorg d'Abis", alta una trentina di metri formata dal torrente Massangla; altresì sono interessanti le "Marmitte dei Giganti" in Val Giumela e in Val Croina. Sulla "Via di Ceches" vennero alla luce reperti antichi di tipo gallico, romani e barbarici.
Il Comune di Nago-Torbole è caratterizzato da due frazioni: NAGO e TORBOLE.
Nago è situata a 222 metri sul livello del mare: la zona è ricca di ritrovamenti archeologici; è stazione turistica gardesana. Sanudo scrisse nel 1484 "Et poi Nago è bellissima Villa, nell'Intrar per porte. Lì è Vicario, loro lo elexe, et pur con le vie malpartite" (oggi si sono perse le tracce delle antiche porte di Nago). Spettacolare porta sul lago, guarda dall'alto come quando, cittadella arroccata ai piedi di Castel Penede, sorvegliava il passaggio della Valle dell'Adige verso il lago. Il posto è uno dei più incantevoli della zona, interessante per la ricca vegetazione mediterranea, per gli stupendi panorami sull'intero Lago di Garda e per la presenza dei ruderi del castello (XII sec.) attorniato da un bel parco. Sotto il centro di Nago si trovano i fenomeni geologici "Marmitte dei Giganti" (pozzi glaciali) presenti nella zona assieme ad altri interessanti presenze.
Torbole è situata all'inizio della statale della Gardesana Orientale aperta nel 1929 e, da sempre, è località di pescatori e porto d'imbarco verso le altre località lacustri. è famosa per il vento costante ("ORA"): la stazione turistica è centro velico e surfistico di risonanza internazionale. Si trova a 67 metri s.l.m. nella parte settentrionale del lago di Garda. L'angolo più pittoresco di Torbole è il porticciolo con le caratteristiche costruzioni della Vecchia Dogana (sec. XV) e di Casa Beust, già cenacolo di artisti nel secondo dopoguerra. Altri angoli caratteristici ricordano il passato e la tradizione, come la piccola casetta del "dazio", retaggio del periodo austroungarico, posta all'ingresso del piccolo porto, o la stretta piazza centrale, dove una lapide ricorda il soggiorno di Goethe. Torbole fu paese prediletto di molti pittori tedeschi che nella selvaggia bellezza dei luoghi trovarono ampia ispirazione per le loro opere.
Il Comune di Riva del Garda si trova all'estremità settentrionale del lago di Garda, ad un'altitudine di 70 metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Rocchetta. A monte si apre la pianura del Basso Sarca. La città è ricca di tradizioni ed ha sviluppato una importante economia turistico-alberghiera. A ridosso del Golfo del Garda si trova l' antico nucleo abitato che presenta numerose testimonianze del proprio passato. La località turistica è centro congressuale e fieristico. Si pratica lo sport della vela, il surf e ampie spiagge sono riservate alle balneazione. Nei pressi delle montagne circostanti (Rocchetta, Brione ecc.) è possibile effettuare interessanti escursioni. Il centro della città, che si affaccia sul lago, è tutto un richiamo al passato, a cominciare dalla piazza III Novembre delimitata da costruzioni in stile lombardo-veneto e dove si trovano la Torre Apponale (eretta nel 1220), il Palazzo Pretorio (costruito da Cansignorio della Scala nel 1375) e il Palazzo del Comune (antecedente il 1200 e ricostruito dai Veneziani alla fine del Quattrocento). Poco distante si erge, a difesa del litorale, la Rocca (del 1124) oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca. Pregevoli gli esempi di architettura barocca rappresentati dalla chiesa dell'Inviolata e dalla chiesa dedicata a S.M. Assunta. Il porto industriale è stato costruito in epoca fascista attorno alla massiccia costruzione del "Forte San Nicolò", cerniera delle opere fortificate austriache del Brione: era collegato con il sovrastante "Forte Garda", con il "Forte S. Alessandro" e con un articolato sistema di batterie e trincee.
Breve storia: Nel 933 la località, in un documento carolingio che ne affida la giurisdizione ad Ottone (Re di Germania) e ai Vescovi di Verona, è citata come "corte di Riva sul lago Benaco". Nel 1027 Corrado il Salico l'affida alla Contea Vescovile di Trento, poi principato-vescovile. Ottenne autonomie e privilegi, ma subì numerose occupazioni: Ezzelino da Romano, gli Scaligeri (1262-1387), i Visconti di Milano (1388-1402) i Conti di Tirolo (1402-1141) e la Repubblica di Venezia (1141-1509), per tornare nuovamente sotto il dominio del vescovo di Trento con Bernardo Clesio. Saccheggiata nel 1703 dai francesi del Gen. Vendome, viene occupata nel 1796 dalle truppe napoleoniche e annessa dai francesi prima al Regno di Baviera (1806) e poi al Regno d'Italia (1810). Nel 1815 passava insieme a tutto il Trentino sotto l'amministrazione imperiale austriaca. Liberata dalle truppe italiane nel 1918, il 26 settembre 1920 veniva assegnata al Regno d'Italia. Notevole l'impulso turistico fin dalla fine del XIX° secolo, vivacizzato nel secondo dopoguerra da numerose manifestazioni a carattere nazionale e internazionale quali "La Vela d'Oro", "Riva Musica", "Expo Riva Schuh", "Expo Riva Hotel", "La notte di fiaba" e da numerose competizioni sportive.
Nei dintorni, a Varone in località "Foci" si trova l'ingresso alla cascata formata dal Rio Magnone (o Varone): una notevole massa d'acqua precipita in un orrido di 87 metri; a Pregasina, che merita una visita anche sola per la sua splendida posizione panoramica sul lago, è importante ricordare la presenza di un pregevole altare barocco conservato nell'antica chiesa di San Giorgio; a "San Tommaso" la chiesa è dedicata al vescovo e martire San Tommaso di Canterbury: fu costruita nel 1195 ed è un gioiello di architettura romanica; a "Campi" le case tradizionali sono alte, massicce con ampi monumentali ballatoi a loggiato e, a poca distanza dal paese, sulle pendici del Monte San Martino, sono stati rinvenuti oggetti preistorici ed i resti di un complesso edilizio di forma quadrangolare di 50 metri circa per lato (insediamento protostorico e romano).
Il Comune di Tenno è una località turistica situata a 428 metri s.l.m. che propone ambienti ed insediamenti umani, case e centri abitati che hanno mantenuto le caratteristiche originarie.
Nel lago di Tenno si pratica la pesca; il lago, di origine glaciale e senza emissari, alimenta la Cascata del Varone per infiltrazione; il suo livello dell'acqua subisce notevoli oscillazioni (anche più di 10mt); caratteristiche sono la sua colorazione (tinte smeraldine dell'acqua) e l'alberata isoletta.
Molte sono le escursioni e gli itinerari suggestivi in montagna e nella natura che possono prendere avvio da questa località.
Tra i prodotti gastronomici merita un accenno la "carne salada" e, nella zona di Pranzo, rinomate sono le castagne.
Il Tennese, ampia zona orientata a mezzogiorno, comprende il bacino del rio Magnone e del rio Secco, domina il Garda offrendo una vista panoramica incantevole, gode di un clima privilegiato e costituisce un tramite tra l'area gardesana e l'entroterra.
Nella zona si trovano molti insediamenti e testimonianze storico-culturali.
Vengono chiamate "Ville" le quattro frazioni sulle pendici del monte Misone: Sant'Antonio, Pastoedo, Calvola e Canale: le case sono raggruppate a nuclei chiusi, con viuzze interne, androni, scale esterne e grandi ballatoi in legno; i borghi mantengono e testimoniano caratteristiche medioevali.
Nei pressi di Pranzo, situata dirimpetto a Tenno sul versante destro del Magnòne, sul Monte San Martino sono state trovate importanti testimonianze preistoriche e romane.