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Aree Tematiche

Presentazione Corpo Intercomunale della Polizia Locale

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Il Corpo Intercomunale della Polizia Locale dell’Alto Garda e Ledro è un Corpo giovane che è nato il 01.06.2009 dai cinque preesistenti Corpi (Arco, Riva del Garda, Nago-Torbole, Dro e Ledro). Il nuovo “Corpo di Polizia Locale Intercomunale Alto Garda e Ledro”, dapprima è stato costituito da 12 Comuni, successivamente con la fusione di 6 Comuni della Valle di Ledro in un unico Comune, i Comuni si sono ridotti a 7 sul cui territorio di 353 km quadrati svolge la sua funzione. Essi sono Arco, Drena, Dro, Ledro, Nago-Torbole, Riva del Garda e Tenno.

Il Corpo è stato conformato da subito in forma di Distretto secondo le previsioni del “Progetto Sicurezza del Territorio” della Provincia Autonoma di Trento. Non è stato facile senza una Caserma unica, con 3 sedi e 3 sportelli da tenere aperti in certi orari, ma attualmente si sta lavorando assieme al Presidente della Comunità e alla Conferenza dei Sindaci per superare questo handicap. Siamo fiduciosi come Polizia Locale di superare tale anomalia nel più breve tempo possibile grazie al finanziamento confermato dalla P.A.T (Provincia Autonoma di Trento) e alle risorse proprie della Comunità.
Come già detto siamo un Corpo giovane che nonostante le numerose difficoltà è cresciuto fino a diventare un modello per altre realtà che a legislazione vigente della P.A.T. si dovranno costituire in Corpi Intercomunali alle dipendenze della Comunità, o delle Comunità, di riferimento.
Nessuno me ne voglia, ma debbo proprio dire che le difficoltà in cui la Polizia Locale è costretta a operare quotidianamente sono innumerevoli, accentuate e aggravate dal periodo di grande difficoltà sociale ed economica in cui vive il paese, che si ripercuote tutti i giorni sugli operatori a tutti i livelli. Agli operatori si chiede di tutto e di più.
I cittadini e gli Amministratori chiedono e pretendono che i problemi siano risolti anche quando vi sono interessi in conflitto, problemi normativi e interpretativi di difficile risoluzione. Troppe in realtà sono le gerarchie delle fonti con delle sovrapposizioni e incompatibilità, unite a non chiarezza delle norme che sembrano fatte apposta per dar lavoro agli avvocati e favorire ricorsi e incertezze. La giurisprudenza spesso non aiuta il cittadino, ma neppure l’operatore di Polizia Locale costretto a fare i conti anche con quanto dicono i giornali che riferiscono di sentenze di Giudici di Pace di altri territori o della Cassazione, facendo così ingiustificatamente proliferare le impugnazioni. Il nuovo rito del lavoro davanti al Giudice di Pace ci impone di aggiornarci continuamente per rappresentare al meglio le nostre Amministrazioni.
Il periodo di ristrettezza economica certo non aiuta, con il Progetto Sicurezza del Territorio che in generale altro non potrà che essere restrittivo, con minori trasferimenti e tagli degli organici.
Ciononostante la Polizia Locale dell’Alto Garda e Ledro è orgogliosa di fare questo lavoro così difficile, in un territorio bellissimo e a forte vocazione turistica. Per quanto ci riguarda continuiamo ad operare con il massimo impegno, anche quando sembra che gli Amministratori che rappresentiamo non sempre comprendano appieno tutte le difficoltà del nostro servizio rappresentate dalle innumerevoli incombenze che i circa 50.000 cittadini dell’Alto Garda e Ledro con 2.600.000 pernottamenti del 2011 (nel 2012 arriveremo a 3.000.000) comportano, con manifestazioni che nell’anno appena concluso vanno dal ritiro del Bayern Monaco al mondiale di Climbing, alle maratone, alle gare ciclistiche, alle gare veliche, solo per citarne alcune.
Il Corpo Intercomunale ha permesso di far nascere specializzazioni ed economie di scala con l’attivazione di nuovi servizi che in precedenza non erano mai stati erogati come ad esempio il servizio di pattugliamento del lungo lago, senza interruzioni di continuità territoriale, dei Comuni dell’Alto Garda con interessamento delle ciclabili e delle aree pedonali insistenti tra Riva del Garda, Arco e Torbole con un miglioramento qualitativo, che ha visto anche la realizzazione del patto della Sicurezza del Lago di Garda attivato con servizi interforze durante la stagione estiva assieme a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, che ha dato risultati lusinghieri con una migliore percezione della sicurezza di residenti e turisti. D’altro canto lo ricordava non molto tempo fa il presidente di Ingarda durante la presentazione del piano strategico agli operatori economici e sociali, la sicurezza è uno dei fondamenti su cui anche un territorio a forte valenza turistica come l’Alto Garda e il Ledro, che concorre annualmente all’economia complessiva con un pil di circa il 32 % di quello dell’intero Trentino, deve essere tenuto nel debito conto in quanto è uno dei tanti fattori che concorrono alla scelta di questo territorio. Pertanto la sicurezza è elemento fondamentale per la crescita economico sociale. La Polizia Locale, in questo contesto deve fare sistema con tutti i soggetti preposti, istituzionali e non, ovviamente perseguendo le proprie finalità istituzionali senza preclusioni ed in modo intelligente. Questo non vuol dire che la Polizia Locale non deve fare sanzioni per colpire i maleducati e chi non rispetta le regole, perché comunque residenti e turisti desiderano e pretendono che le regole vengano rispettate. Il problema e che nell’idea dominante del singolo le regole devono sempre essere rispettate dagli altri e quando riguardano il singolo, o prendiamo come cittadini una sanzione, allora dipende solo dall’eccesso di zelo dell’Agente che non capisce e non usa il buon senso. Il problema sta tutto qui.
Questo ragionamento però non deve indurre la Polizia Locale a rinchiudersi nel proprio mondo dicendo a se stessi che gli altri (i cittadini) non ci capiscono. La Polizia Locale deve invece metabolizzare che spesso sono le assurdità, le sanzioni a volte sproporzionate rispetto alla violazione da parte del cittadino che non viene compresa soprattutto in questo momento di affievolimento del prestigio delle istituzioni e del mondo politico, deputato a trasformare le esigenze sociali in leggi giuste, a non farci comprendere agli occhi del cittadino/utente. E’ evidente che tutto ciò non aiuta. E’ chiarissimo che tutti i giorni accanto ai problemi ordinari e straordinari dobbiamo lottare contro le culture campanilistiche e miopi rispetto all’esigenza generale che viene dai cittadini e dal territorio.
I cittadini spesso sono più avanti di quello che crediamo e capiscono benissimo quando un servizio funziona ed è efficiente. E’ necessario certamente sempre migliorare in sinergia con i cambiamenti sociali mutuando le diverse sensibilità territoriali che possono essere anche diverse in un territorio così ampio come l’Alto Garda e il Ledro. Certo poi non basta cambiare l’istituzione va cambiata la cultura e qui ci vogliono anni per cambiare il modo di pensare delle persone. Non dobbiamo mai stancarci, e dobbiamo andare avanti con fiducia superando i problemi. La Polizia Locale è abituata a cambiare continuamente e a misurarsi con le difficoltà ed il proprio futuro. Siamo in Trentino, molti ci invidiano e in una qualche misura anche come Polizia Locale siamo un modello di riferimento. Credo che possiamo andarne fieri.
Il processo di costituzione del Corpo di Polizia Intercomunale è sempre un processo complesso ed insidioso. Cambiare è sempre difficile. Le difficoltà infatti nascono non solo dal mutamento dell'aspetto organizzativo che si è avuto con la nascita della Polizia Locale Intercomunale (ed in genere con i servizi associati), ma anche sotto il profilo culturale, della nuova mentalità che il cambiamento richiede, con la quale è necessario affrontare ed espletare il servizio. Una nuova visione del servizio richiede flessibilità, superamento di stereotipi e perdita di nicchie di potere. L'uomo da sempre vede subito ciò che perde in termini personali e poi, forse dopo, quello che acquista in termini di benefici per la collettività. Erogare un servizio associato come quello che offre la Polizia Locale Intercomunale significa necessariamente cambiare organizzazione e mentalità.
In particolare a quasi tre anni e mezzo dalla costituzione del Corpo Intercomunale vi è stato un miglioramento delle dotazioni del Corpo con nuovi mezzi, radio, palmari, divise, una migliore formazione e un continuo aggiornamento, al fine di creare la base necessaria per procedere al progressivo miglioramento qualitativo e al potenziamento dei servizi. E’ stato ulteriormente migliorato il servizio di sorveglianza, di pronto intervento e di controllo del territorio con l’istituzione del servizio notturno continuativo fino all’una di notte in tutto il periodo estivo. Vi è stata l’unificazione dei servizi, anche quelli fronte lago, passando da una gestione spezzettata legata al singolo Comune, ad una gestione unica del Corpo, andando così ad aumentare la flessibilità e conseguentemente l’efficienza del servizio. L’accorpamento degli appartenenti, dalle cinque sedi originarie, in due sedi (sede distaccata di Arco e sede distaccata di Riva del Garda) ha permesso di razionalizzare e rafforzare il servizio sul territorio, con economicità ed una maggior efficienza nella gestione del personale. La sede unica ci permetterà di fare un salto di qualità definitivo ed ulteriore, migliorando certamente il servizio quali – quantitativo in maniera irreversibile.
Costante attenzione va data alla prevenzione, al territorio e alle sue bellezze con una vigilanza attiva ed efficace anche dal punto di vista repressivo, con interventi continui nelle scuole e ad iniziative come exporiva grand prix che ci ha permesso nel 2010, nel 2011 e nel 2012, di presentarsi all’opinione pubblica con i nostri mezzi, con le nostre iniziative, facendoci vedere come siamo, sulle strade dei nostri Comuni, con i bambini ed i cittadini, dando un contributo a rendere più sicure le nostre città assieme alle forze dell’ordine ed in sinergia con loro per dare un miglior servizio alla comunità.
Da ultimo tutti i giorni gli operatori di Polizia Locale per fare il loro lavoro e perseguire gli interessi della Comunità rischiano in casi estremi l’incolumità personale, al pari delle altre forze dell’Ordine, come dimostrano i fatti accaduti a Milano dove, per causa di servizio, il collega Nicolò Savarino ha perso la vita. Ciò che in effetti ha colpito l’opinione pubblica in tale fatto di cronaca è stata l’ordinarietà del suo intervento.
La Polizia Locale per la specialità delle funzioni e del ruolo che esercita ritiene di avere pari dignità a quella di tutte le altre forze dell’ordine, semplicemente perché, pur essendo diversa, tutti i giorni esercita i compiti che la legge, i regolamenti, le Ordinanze le assegnano, secondo gli indirizzi dei Sindaci, contribuendo così a tenere più ordinate e sicure le nostre città.
Per questo sarebbe necessario correggere alcune storture normative, magari approvando la legge di coordinamento impantanata in Parlamento ormai da anni. Tale ritardo, che è in se una forma di resistenza al cambiamento, impedisce di formare una Polizia Locale più moderna ed efficiente, che in sinergia con le altre forze dell’Ordine, contribuisca ancor di più a creare una migliore sicurezza e controllo dei nostri territori, nell’interesse del cittadino.

Legge provinciale polizia locale

La Quarta giornata della Polizia Locale del Trentino si è svolta in occasione della ricorrenza del patrono S. Sebastiano il 20 gennaio 2012 a Riva del Garda. Per questo importante appuntamento per gli appartenenti ai Corpi e i Servizi di Polizia Locale è stata fatta una pubblicazione  .Inoltre è disponibile un video   dove vengono proiettate alcune foto storiche fornite dall'archivio fotografico del Corpo di Polizia Locale Intercomunale Alto Garda e Ledro.

A decorrere dal 1° luglio 2016 il dott. Marco d'Arcangelo, dipendente di ruolo presso il Comune di Rovereto, è stato assunto in posizione di comando.